usura bancaria

C’è un istituto di credito, che secondo un consulente tecnico del tribunale, ha applicato interessi usurai (usura bancaria ) per ben 18 trimestri sul tasso primario, cioé il tasso trimestrale in capitalizzazione composta senza spese di conto ad una imprenditrice di Imperia che si è trovata in difficoltà finanziaria. Lo ha scritto su bianco nella sua perizia nell’ambito del procedimento e consegnato al presidente del tribunale di Imperia Si tratta di una prima importante battaglia vinta, ma la guerra è ancora molto lunga perché dovrebbe essere avviata una causa e quindi aprire un eventuale processo.

“Per noi si tratta di un altro successo, un altro caso di usura conclamata ed accertata dal Tribunale di Imperia da parte di un consulente.Nessuna sorpresa ha riservato l’accertamento tecnico, per l’ennesima volta la banca chiamata in causa ha violato la legge e vessato il cliente in stato di bisogno” “Non è un caso isolato, dopo la sentenza pilota del maggio 2012, n.572-12 della corte d’Appello di Genova che attualmente è pendente in Cassazione per il perfezionamento di ulteriori doglianze non meglio definite dai giudici di secondo grado. Diversi tra l’altro sono gli accertamenti in fase di definizione e già sanzionati con “l’usura bancaria” ex art 1815 2^ comma, che attendono il definirsi della causa ordinaria per la restituzione totale dell’indebito oggettivo usuraio e dei danni morali e materiali anche relativi alla illegittima ed errata segnalazione alla centrale dei rischi”.

Via al processo per usura bancaria. Il giudice Bove, presidente del primo collegio della sezione penale del tribunale di Vallo della Lucania, ha dato il via al dibattimento dove sono imputati l’ex presidente del Monte dei Paschi di Siena, G.M., e l’ex direttore generale dell’istituto, A. V.. I fatti risalgono al periodo che va dal 2006 al 2008 quando un cittadino di Agropoli ha denunciato il pagamento di tassi di interesse estremamente elevati dopo un prestito ottenuto alla banca xxxxxxxx della cittadina cilentana. Il collegio ha proceduto con l’ammissione delle prove della difesa e fissato la prossima udienza l’8 ottobre. I due sono finiti sotto inchiesta perchè in qualità di presidente e direttore generale «avrebbero autorizzato interessi usurari ai danni dei clienti della banca». Per i legali dei due imputati non sussiste il reato di usura.

Due funzionari della filiale di una Banca di Morozzo sono a processo per usura bancaria, in tribunale a Cuneo. Sono M. C., 61 anni, e R. G. 57, di Cuneo. Entrambi stamattina sono comparsi davanti ai giudici con il loro avvocato
A denunciarli sono stati due clienti, titolari di una piccola società , che operava nel campo delle energie rinnovabili. Secondo il pm Maurizio Picozzi i bancari, dal 2002 al 2009, addebitarono sul conto corrente della società interessi usurari fino, per un trimestre, al 25,4%.
Il tutto sullo “scoperto” dal fido che la società aveva. In altre parole, sforare dall’affidamento di credito è costato caro ai due piccoli imprenditori. Per la Procura sino a un superamento del 10,49% del tasso soglia previsto dalla legge. Gli istituti di credito definiscono questo addebito una commissione (la Commissione di massimo scoperto) – non un onere, quindi un interesse –
appellandosi anche a direttive della Banca D’Italia. Dunque non ci sarebbe reato. In altri casi simili la Cassazione ha assolto i singoli bancari per mancanza dell’elemento soggettivo del reato. Come dire: si attenevano alle direttive.

agosto: 2016
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